Hashtag che passione. Consigli e tool.

#Avete#mai#scritto#frasi#così? Bene, non fatelo più. Il simbolo di un tasto del telefono, “#”, ha portato a una vera rivoluzione comunicativa. Parliamo degli Hashtag: un cancelletto seguito da una parola chiave, usato, sempre di più, per la categorizzazione sui Social Media. Strumento prezioso ma, se abusato, rischia di diventare fastidioso e di perdere il suo vero effetto.

Trovare il giusto hashtag vuol dire infatti dare maggiore visibilità al proprio brand consentendo a più utenti di conoscervi e di visionare i vostri prodotti. Non solo le persone potrebbero cercare il vostro hashtag su Google, ma potrebbero anche cliccarci sui vari Social e quindi visualizzare i vostri contenuti.

Tutto è iniziato da Twitter, per poi proliferarsi su Instagram, Facebook, Google+, Pinterest.

Come scegliere gli “#” giusti per la vostra strategia di comunicazione?

– Imparate dai migliori: seguite gli hashtag degli influencer, un tool da utilizzare potrebbe essere Twitonomy che analizza tweet e retweet, risposte, mention, hashtag, link, follower e utenti che stai seguendo. Può mostrarti anche statistiche rispetto ai tweet più efficaci, è un misuratore di popolarità;
– Scoprite gli hashtag più diffusi relativi alla vostra attività, inseriteli sul tool Hashtagify.me e vedete quali potete implementare;
– Controllate che i vostri hashtag non significhino anche qualcosa di diverso, ovvero che non vengano usati per argomenti che non c’entrano nulla con il vostro e che potrebbero danneggiarvi.

Hashtag & Brand

Molti brand sfruttano strategicamente questo linguaggio, così amato e popolare, in una logica di customer-oriented, cavalcando anche l’onda dell’Instant Marketing (vedi il caso di #petaloso), trasformando gli hashtag in veri e propri marchi di fabbrica. Gli “#” si possono addirittura depositare negli uffici marchi e brevetti, se “fungono da identificatore della fonte di prodotti o servizi di un titolare”.

Come (e quanti) “#” usare nei Social

In media vanno usati 2-3 hashtag su quasi tutte le piattaforme, ad eccezione di Instagram che invece permette di scriverne più di 10, nello specifico:

  • Twitter: servono per categorizzare. Usarne 1-2;
  • Instagram: qui gli “#” costruiscono vere community di utenti e danno al brand un’immagine precisa. Quanti usarne: 11+;
  • Facebook: sono quasi degli “hashtag fail”, non sono infatti indispensabili perché non facilitano significativamente le categorizzazioni. Usarne 1-2;
  • Google+: sono usati per categorizzare. Usarne 2-3;
  • Pinterest: costruiscono e catalogano la marca. Usarne 2-3.