Dillo con un’emoji

Se sei senza parole, comunica con una “faccina”. Di cosa parliamo? Ovviamente delle Emoji, nel World Emoji Day 2017: la giornata mondiale delle faccette, ideata dal fondatore di Emojipedia, Jeremy Burge.


Dalla faccina che sorride a quella annoiata, dai cuori alle professioni, fino ai mezzi di trasporto: le emoji fanno ormai parte del nostro comunicare quotidiano tramite le nostre tastiere, da WhatsApp ai Social Network. Tanto che due anni fa l’Oxford Dictionary, il più autorevole vocabolario di lingua inglese, ha nominato l’emoji “Parola dell’anno 2015”.

Ci arrabbiamo, amiamo, litighiamo, ridiamo, mangiamo, tutto utilizzando le emoji. Shigetaka Kurita, è stato il papà delle prime 176 emoji, create da lui, nel 1999, ispirandosi ai manga, ai caratteri cinesi e ai segnali stradali.

Diffuse sempre più a livello globale, oggi sono diventate un vero e proprio strumento di comunicazione tra le persone e non solo, sono entrate a far parte anche degli strumenti di Marketing delle aziende, che sempre più spesso le utilizzano nelle campagne pubblicitarie.

Le lacrime di gioia

Le più digitate nel mondo, nel 2016 – secondo una ricerca dell’Università di Michigan e di quella di Pechino – sono: al primo posto la faccina con le lacrime di gioia, seguita dal cuore rosso; a chiudere il podio, lo smile con gli occhi a cuoricino. Ecco il grafico con l’intera classifica delle 20 emojis più utilizzate lo scorso anno nel mondo (ph. Michigan News). 

Grandi novità sono già state annunciate per il 2018: il comitato tecnico del consorzio Unicode – l’organizzazione internazionale che si occupa di uniformare testi ed elementi grafici, in lingue e sistemi tecnologici – sta preparando le nuove emoji che presto finiranno sulle nostre tastiere. Spazio soprattutto a tinte di capelli e acconciature.

Potere alle immagini dunque, ma occhio a non interpretare un’emoji per un’altra.